CCNL Istruzione e Ricerca, già fissati altri due incontri. Barbacci: rinnovo del contratto è interesse di chi lavora
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Ha preso avvio con l’incontro di oggi all’ARAN il negoziato per il rinnovo del CCNL del comparto istruzione e ricerca per il triennio 2022/2024. Si è trattato, com’era prevedibile, di una prima presa di contatto in cui le parti si sono limitate a definire un piano di lavoro individuando già due date per i prossimi incontri, calendarizzati per il 18 marzo e il 1° aprile. Nel primo dei due incontri l’ARAN fornirà un quadro complessivo delle risorse a disposizione del tavolo negoziale.
Come già all’atto della convocazione, la segretaria generale CISL Scuola Ivana Barbacci ha sottolineato il pesante ritardo con cui si arriva all’apertura delle trattative.
“Riesce davvero difficile capire e giustificare il fatto che l’atto di indirizzo, già presentato ai sindacati il luglio scorso, sia stato messo praticamente in freezer dagli organi di controllo fino a pochi giorni fa. Ci troviamo dunque, ancora una volta, a trattare per un contratto che riguarda un triennio ormai scaduto. Una brutta abitudine alla quale bisogna quanto prima porre rimedio. Anche da qui l’obiettivo che ci sta a cuore: chiudere al meglio e nel minor tempo possibile questo rinnovo, agganciandolo immediatamente a quello del triennio successivo”.
“So che non sarà facile – aggiunge Ivana Barbacci – a partire dal fatto che chiediamo di reperire risorse ulteriori, perché quelle che prevedibilmente l’ARAN ci presenterà non soddisfano pienamente le attese. Per parte nostra puntiamo comunque a rendere quanto più possibile produttivo il negoziato, che sulla parte normativa dovrà affrontare temi legati alla valorizzazione di tutti i profili professionali, proseguendo lungo i percorsi avviati col rinnovo precedente. Mi auguro che tutti diano un apporto costruttivo al negoziato, in linea col senso di responsabilità manifestato in occasione degli ultimi due rinnovi, dove la ragionevolezza ha sempre prevalso sulla demagogia. Ricordo peraltro quanto ci pesò, e ci costò, la lunga moratoria dei contratti, non rinnovati per un decennio. E soprattutto sottolineo che avere un contratto rinnovato non è un interesse dei sindacati, ma delle lavoratrici e dei lavoratori che tutti insieme rappresentiamo”.
Roma, 27 febbraio 2025
UFFICIO STAMPA CISL SCUOLA